Elezioni amministrative del 13-14 aprile 2008
A CAMPI C’E’ BISOGNO DI CAMBIARE!!
“la Sinistra, l’Arcobaleno”
PER
I DIRITTI E LA SALUTE DEI CITTADINI,
LA STRATEGIA RIFIUTI ZERO E NO INCENERITORI
LA TUTELA DEL LAVORO
LA DIGNITA’ DEL TERRITORIO,
LA TRASPARENZA E LA PARTECIPAZIONE
Programma presentato da Sandro Targetti
candidato Sindaco a Campi Bisenzio
www.sandrotargetti.wordpress.com
Elezioni comunali del 13-14 aprile 08, un’occasione per cambiare!
A Campi Bisenzio si è consumato il rapporto di fiducia tra cittadini e giunta comunale su temi centrali come l’inceneritore, i piani urbanistici e la trasparenza amministrativa, determinando una crisi che ha portato alle elezioni comunali anticipate.
Le dimissioni del Sindaco camuffate da sopravvenuta incompatibilità, i tentativi di arginare la situazione a seguito dell’inchiesta aperta dalla magistratura sulla questione urbanistica (blocco dei cantieri e revisione del Regolamento Urbanistico) hanno dato un’immagine di assoluta inaffidabilità della classe dirigente della nostra città. Nonostante ciò, chi è stato principale responsabile di scelte disastrose, oggi si ricandida alla guida del Comune.
Dopo queste vicende, c’è bisogno di cambiare: Campi B. deve riconquistare la dignità che le compete.
La lista “la Sinistra, l’Arcobaleno”, che vede uniti Rifondazione Comunista, Comunisti Italiani, indipendenti, con il sostegno di Sinistra Democratica, propone un chiaro programma di alternativa rispetto alle giunte che si sono succedute negli ultimi 18 anni.
I movimenti e le esperienze più avanzate degli ultimi anni indicano i contenuti di fondo per una rinnovata azione amministrativa che stia al fianco dei cittadini, a partire dai settori sociali più deboli, e sappia ricostruire un rapporto di fiducia e credibilità.
Un Comune solidale, antifascista, che ripudia la guerra e qualsiasi forma di razzismo, impegnato per affermare i diritti di cittadinanza per tutti e tutte, a partire da quello basilare alla salute, la pari opportunità e il pieno riconoscimento della differenza di genere, la tutela e la sicurezza del lavoro, la dignità del territorio, la trasparenza amministrativa e la partecipazione.
Affermare un nuovo ruolo pubblico del Comune non può limitarsi ad un mero esercizio di democrazia formale, quando le scelte di fondo sono già compiute, ma significa assumere i bisogni sociali espressi dalla collettività come elementi portanti della azione amministrativa (Carta del Nuovo Municipio): solo così è possibile dare concretezza alla partecipazione e far contare davvero i cittadini, rilanciare la piena funzione del Consiglio Comunale, sempre più svuotato dal decisionismo del Sindaco, e contrastare il disimpegno sociale, gli interessi particolari ed i poteri forti.
PIANA FIORENTINA: NO INCENERITORI, BASTA INQUINAMENTI!!
La Piana Fiorentina è malata di inquinamento: il traffico veicolare, le attività industriali, l’aeroporto di Peretola, la crescente urbanizzazione, il forte consumo di territorio rappresentano le cause principali di una situazione sempre più congestionata, che ha già alterato l’equilibrio ambientale e minaccia la salute delle popolazioni. In questa situazione l’impegno prioritario delle pubbliche Amministrazioni è quello di ridurre drasticamente, e non incrementare, le fonti di emissioni inquinanti.
Basterebbero i risultati della recente Valutazione di Impatto Sanitario svolta dalla Provincia di Firenze e la brutta esperienza dell’impianto di San Donnino, per bocciare l’ipotesi di realizzare un nuovo inceneritore di rifiuti nella Piana Fiorentina, a Case Passerini.
Anche i moderni inceneritori, nonostante i sofisticati sistemi di filtraggio, emettono nell’atmosfera una enorme varietà di sostanze velenose, tra cui diossine, metalli pesanti, polveri finissime, producono scorie e ceneri da conferire poi in apposite discariche, trattandosi di rifiuti speciali, nocivi e pericolosi. Inoltre questi impianti hanno costi elevatissimi di costruzione e manutenzione, con basso contenuto di occupazione.
Un vasto movimento formato da comitati, associazioni, scienziati, medici, tecnici, enti locali sta dimostrando con concrete esperienze che è possibile un’altra gestione dei rifiuti senza incenerimento (denominata strategia rifiuti zero), basata sulla prevenzione, la riduzione e la differenziazione spinta dei rifiuti con i sistemi di raccolta “porta a porta”, il recupero di materiali con sistemi di selezione e trattamento a freddo della parte residua, riducendo così progressivamente le quantità da conferire negli impianti.
I cittadini di Campi Bisenzio e della Piana Fiorentina hanno più volte manifestato contro gli inceneritori a difesa della propria salute con manifestazioni e assemblee, fino alla consultazione del 2 dicembre 2007, organizzata dalla Giunta Comunale, che ha visto una schiacciante maggioranza esprimersi chiaramente contro l’incenerimento. A seguito di questo voto, è stato ottenuto di conoscere e mettere a confronto, con un apposita commissione tecnica, impianti ed esperienze diverse dall’incenerimento, per valutare concrete alternative.
La possibilità di una diversa gestione dei rifiuti (sistemi di raccolta porta a porta, nuove tecnologie ed esperienze), i nuovi obiettivi di riduzione (-15%) e di RD (65%) al 2012 indicati dalla Regione Toscana, la nuova LR sull’accorpamento degli ATO che prevede la stesura di nuovi piani interprovinciali entro l’agosto 2009, l’estendersi dell’opposizione sociale agli inceneritori rappresentano elementi di forte novità, che non possono essere ignorati: da un lato rendono necessaria l’apertura di un reale procedimento partecipativo, utilizzando la LR 69/2007 sulla partecipazione, e dall’altro impongono la rimessa in discussione del Piano Provinciale Rifiuti, approvato nel 2002 e modificato nel 2006, in vista del nuovo Piano Interprovinciale (FI-PO-PT) che non potrà essere la sommatoria delle scelte già fatte!.
Per questo il Comune di Campi Bisenzio ha il dovere di:
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rispettare la volontà espressa dai cittadini nella consultazione del 2 dic.2007, dichiarare a tutti i livelli istituzionali la netta contrarietà alla costruzione di nuovi inceneritori nella Piana Fiorentina e chiedere di cambiare il ciclo rifiuti secondo la “strategia rifiuti zero”;
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mettere in pratica su tutto il territorio comunale i sistemi di raccolta porta a porta, coinvolgendo i cittadini e innalzando decisamente il livello della RD oggi ferma al 35%., per raggiungere gli obiettivi regionali (RD 65% e riduzione del 15% al 2012);
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partecipare con propri progetti a tutti i bandi pubblici volti alla riduzione, differenziazione e recupero rifiuti, utilizzando così tutte le risorse disponibili;
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rivedere il regolamento comunale sulla assimilazione dei rifiuti speciali agli urbani (RSAU) con l’obiettivo di massimizzare il recupero di materiali e distinguere i flussi, le tipologie dei rifiuti;
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applicare la tariffa sulla base del criterio “chi meno produce e più differenzia, meno paga”, bloccando il continuo aumento della TIA a carico dei cittadini;
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richiedere all’Assemblea di ATO, alla Provincia ed alla Regione la verifica e la rimessa in discussione del Piano Provinciale Rifiuti in vista del nuovo Piano Interprovinciale, con l’attivazione del procedimento partecipativo;
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aderire e conformare le proprie scelte amministrative alla “strategia rifiuti zero”, come ha già fatto il Comune di Capannori.
La strategia rifiuti zero non è un’utopia, ma un obiettivo raggiungibile, sia pure gradualmente, l’unica strategia in grado di prevenire qualsiasi emergenza nei nostri territori, favorire un diverso modo di produrre, distribuire e consumare le merci, tutelare la salute e l’ambiente, ridurre gli sprechi di materie prime e di energia, diminuire i costi economici a carico della collettività, creare nuova occupazione nella filiera della raccolta e del recupero.
Oltre a dire NO! alla costruzione del nuovo inceneritore, nella Piana Fiorentina sono necessarie da subito urgenti azioni di mitigazione ambientale, come la riduzione del traffico privato e di quello aereo, lo sviluppo del trasporto pubblico non inquinante, il controllo delle emissioni derivanti dalle attività industriali a partire da quelle più a rischio, la salvaguardia del territorio aperto, la creazione di nuovi parchi, la forestazione ed il collegamento delle aree verdi esistenti con una rete di piste ciclabili, la bonifica di tutti i siti inquinati, il blocco della cementificazione e della creazione di nuovi centri commerciali nella Piana, realizzando e facendo crescere un vero Parco della Piana..
In particolare occorre opporsi alla possibile realizzazione di un nuovo polo del commercio e dell’intrattenimento di oltre 100.000mq. previsto tra Case Passerini e Osmannoro Sud, nel Comune di Sesto F.no, da una società del Gruppo Fratini, proprietaria dei terreni: questo progetto, con addirittura l’ipotesi del nuovo stadio di Firenze, oltrechè consumare ulteriore territorio, contrasterebbe decisamente con l’indicazione contenuta nella Valutazione d’Impatto Sanitario per l’inceneritore di “non realizzare all’Osmannoro nuove funzioni generatrici di traffico”.
Il Comune di Campi Bisenzio deve impegnarsi a tutti i livelli per la gestione pubblica e contro la privatizzazione dei beni comuni, a partire dall’acqua, attivando forme di partecipazione e di controllo dal basso sulla gestione e la qualità dei servizi pubblici.
FERMARE IL CONSUMO DI TERRITORIO E GLI APPETITI DELLA SPECULAZIONE.
La sciagurata politica urbanistica delle amministrazioni comunali dal ’90 in poi, ha provocato danni pressochè irreversibili al territorio, e di questo cattivo uso sono esempi eclatanti i Piani urbanistici approvati: un incremento abnorme, alimentato dalla stessa amministrazione, ma non giustificato da reali esigenze economiche e sociali (vedi le nuove edificazioni sorte come funghi in tutte le aree e in tutti i quartieri).
Nemmeno di fronte alla recente inchiesta aperta dalla Magistratura su possibili intrecci illeciti tra interessi privati e forte crescita delle previsioni edificatorie, si è sentito la necessità da parte dell’attuale amministrazione di aprire una riflessione di fondo sulla politica urbanistica!
Consumo di territorio. Alcuni dati: m3 concessionati dall’86 al 2000 a Campi 2.867.982, di cui 2.433.000 dal 91 al 2000 (a Sesto F. 2.835.282, di cui 1.660.000 dal 91 al 2000), m3 per ettaro dall’86 al 2000 a Campi 1.002, di cui 850 dal 91 al 2000 (a Sesto F. 578 di cui 339 dal 91 al 2000). In particolare sull’insieme delle volumetrie concessionate, le costruzioni ad uso non residenziale sono state il 35% nel periodo 86-90, il 60% nel periodo 91-95, il 75% nel periodo 96-2000. Inoltre il Piano Strutturale prevede al 2010 ulteriori 456.000 m3 e il Regolamento Urbanistico ne aggiungeva altri 150.000, spingendo la propria validità al 2013.
Occorre osservare che il carico urbanistico di Campi Bisenzio non è dato solo dalla crescita del suolo urbanizzato, ma anche dalla concentrazione di rilevanti strutture commerciali e del tempo libero sul proprio territorio (I Gigli, Vis Pathè…): lo stesso estensore del Piano Strutturale rileva che I Gigli attraggono 6 milioni di visitatori l’anno e condizionano fortemente il sistema commerciale comunale e non solo.
Sono state date concessioni di edificazione ovunque, da zone pregiate ad aree destinate a servizi, occupando tutto con un’edilizia pesantissima in quanto a volumi, paragonabile solo agli interventi del periodo antecedente all’entrata in vigore dei Piani Regolatori (anni 50 e 60), che peraltro avevano solo lambito Campi.
Niente parcheggi a servizio dei palazzi in fase di costruzione, viabilità insufficiente a sostenere i nuovi flussi di traffico, necessità di opere rilevanti per contenere il rischio idraulico.
Invece di disegnare per prima cosa i servizi della nuova città, e quindi destinare le aree opportunamente individuate secondo criteri di accessibilità e migliore fruizione da parte degli utenti, e solo dopo localizzare i possibili interventi da parte dei privati, concependoli come occasione di crescita equilibrata della città e non pura cementificazione, si è usato il metodo inverso, anzi in pratica il Piano strutturale ha creato le condizioni perchè il Regolamento Urbanistico trasformasse le aree destinate a servizi previste dal Piano regolatore del 1985 in aree di completamento o di espansione.
Edilizia residenziale pubblica. Consideriamo devastante la scelta di non prevedere nel Piano Regolatore aree per l’edificazione di case di Edilizia Economica e Popolare, lasciando a forme surrettizie, come quella di una certa percentuale di case in affitto da ritrovare negli interventi privati (numero peraltro ridotto dalle recenti scelte sul RUC) il compito di soddisfare la necessità di casa in affitto a basso costo da parte di famiglie, anziani, coppie giovani, donne sole che vivono in povertà e che saranno costretti ad emigrare in altri Comuni. Stesso discorso per famiglie con redditi medi che non potranno accedere all’acquisto agevolato di appartamenti, perchè con questo Piano regolatore anche le Cooperative di abitazione non hanno aree riservate
Inoltre il Comune di Campi Bisenzio realizzerà le previsioni di alloggi contenute nel Piano Strutturale per il 20% con interventi di completamento, per il 65% con interventi di espansione e solo il 15% con interventi di recupero! .
Piano Strutturale e Regolamento Urbanistico sono strettamente collegati. Nel primo vi sono la filosofia e le premesse che hanno dato luogo al secondo, con un unico obbiettivo, quello di rendere edificabili il maggior numero possibile di aree allo scopo di incassare più soldi per tappare i buchi di un deficit economico e finanziario spaventoso, destinando per lo più tali entrate a spese di carattere effimero, come ad esempio Villa Rucellai, Rocca Strozzi e Teatro Dante.
Occorre rimettere in discussione non il singolo strumento, ma il complesso della politica urbanistica, ivi compresa la pratica dell’urbanistica contrattata, che alla luce delle esperienze di questi ultimi anni, si rivela una modalità, che favorisce operazioni di scarsa trasparenza e di forte discrezionalità.
La nostra città verrà travolta da una cementificazione che non ha eguali nelle esperienze ubanistiche della Piana di questi ultimi decenni.
Un territorio con un equilibrio precario a causa della sua posizione strategica, che dagli anni 80 si è fatto abbondantemente e generosamente carico dei problemi posti dalle ristrutturazioni urbanistiche di Firenze, nonostante l’esiguità delle sue dimensioni (29 Kmq), e l’incremento incessante della sua popolazione che ne fa già da 30 anni uno dei comuni più densamente popolati della Regione (circa 39.000 ab.).
Invece di fare una politica di acquisizione di aree per servizi pubblici, si è addirittura arrivati a farsi cedere dai privati aree che poi si sono trasformate in edificabili,per poterle cedere ad investitori privati, pur di far cassa. Anche qui le procedure lasciano a desiderare in quanto a trasparenza.
Ribadiamo il nostro giudizio negativo per scelte come la nuova localizzazione della Targetti in un’area pregiata, già destinata dal Piano del 1985 a Parco Metropolitano unitamente all’area Villa Permoli,.e domandiamo per quali motivi di interesse pubblico la Regione e la Provincia abbiano approvato questa variazione.
Oltre ad essere un errore sul piano urbanistico, quell’insediamento creerà gravi problemi alla viabilità esistente che non sarà in grado di assorbire il traffico indotto da questo pesante intervento edilizio, per non parlare della qualità architettonica degli edifici assolutamente non rispettosa del valore dell’area.
Qualità architettonica delle nuove edificazioni, quasi tutte brutte e prive di contestualizzazione: occorre ripristinare le Commissioni Edilizie, con esperti in grado di controllare l’aspetto estetico degli interventi nuovi e delle ristrutturazioni, pubbliche e private, di progettare il piano dei colori delle facciate, e disegnare a grandi linee pezzi di città, in mdo da garantirne una crescita armoniosa.
Altra questione importante è quella della riqualificazione del Bisenzio, come fiume da fruire nel tempo libero, lungo tutto l’attraversamento della città fino a San Piero a Ponti, con collegamento della pista ciclabile a quella già esistente da anni nel versante pratese, e realizzazione della regimazione
L’idea della “grande Campi”, ha prodotto il risultato terribile di una città che vivrà questo nuovo incremento edilizio con continue crisi dovute alla mancanza di servizi che neppure un bilancio normalmente dotato sarebbe in grado di offrire.
Alcune ipotesi e proposte per uscire da questa situazione, avendo la consapevolezza che non sarà possibile restituire al nostro comune una dimensione ordinata ed equilibrata, dato che molte scelte sono purtroppo irreversibili:
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dotarsi di uno strumento urbanistico (piano strutturale) di area vasta, la piana fiorentina, per limitare il consumo di suolo e riequilibrare la collocazione delle diverse funzioni sul territorio;
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prevedere una significativa riduzione delle previsioni edificatorie a Campi Bisenzio, ricontrattando quanto possibile con i privati sulla base di criteri trasparenti e discussi democraticamente (anche allo scopo di evitare ulteriori danni alle casse comunali in conseguenza dei ricorsi presentati), facendo coincidere il recupero di parti del territorio a funzioni comuni e infine assegnando al Piano Strutturale limiti non superabili dal Regolamento Urbanistico;
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verificare tutto il possibile recupero di volumetrie esistenti per la necessità di nuovi alloggi, anche con esperienze di autorecupero, riservare una congrua percentuale all’iniziativa pubblica e/o sociale ed alla creazione di spazi aperti da destinare all’uso collettivo;
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riqualificare le diverse frazioni del comune dando risposta alle esigenze di servizi, spazi sociali, trasporti, vivibilità poste dai cittadini;
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richiedere alla Regione ed alla Provincia che i parametri e gli indirizzi per la pianificazione e l’uso del territorio (Legge Regionale, PIT, PTC..) siano verificati e fatti rispettare realmente nelle scelte urbanistiche dei Comuni;
DIRITTI DI CITTADINANZA PER TUTTI E TUTTE !
Dignità e sicurezza del lavoro, difesa dell’occupazione e lotta alla precarietà.
Di fronte alle numerose crisi aziendali ed ai processi di ristrutturazione di importanti realtà produttive nell’area fiorentina, anche i Comuni e gli Enti Locali possono e debbono svolgere un ruolo importante a fianco dei lavoratori e a difesa dell’occupazione, sostenere con tutti gli strumenti disponibili la stabilità, i diritti, la pari opportunità e la sicurezza del lavoro, attivare i necessari controlli, favorire la formazione professionale, l’innovazione e la qualità delle produzioni, scoraggiare le delocalizzazioni produttive, bloccando la destinazione d’uso dei terreni e impedire così speculazioni edilizie.
Occorre far uscire dalla solitudine e dall’isolamento i temi del lavoro, la precarietà, il lavoro nero, i licenziamenti, gli infortuni, le discriminazioni, in particolare verso le donne: anche il Comune può svolgere un ruolo importante facendo conoscere a tutta la cittadinanza queste problematiche e la dura realtà delle crisi aziendali, promuovendo iniziativa e solidarietà intorno ai lavoratori, alle RSU, alle organizzazioni sindacali per sostenerli nel difficile scontro con le controparti sociali.
Un importante contributo che il Comune può dare alla stabilità ed alla dignità del lavoro è in primo luogo quello di ridurre/eliminare le forme di precariato presenti all’interno dell’Amministrazione, e le esternalizzazioni di funzioni pubbliche, che quasi sempre si traducono in peggioramento/precarizzazione delle condizioni di lavoro e della qualità dei servizi prestati per i cittadini, e in secondo luogo l’impegno di vincolare gli appalti al rispetto dei diritti dei lavoratori, da parte di imprese private, cooperative sociali…
Diritto alla casa.
Di fronte all’emergenza abitativa ed al dramma degli sfratti che investono tutta la Piana Fiorentina e che sono causati sempre più da problemi sociali e da affitti insostenibili, il Comune, in collaborazione con le altre istituzioni locali, deve dotarsi di strutture e risorse adeguate per garantire un alloggio ed il passaggio da casa a casa, utilizzando a tal fine tutti gli strumenti ed i finanziamenti a propria disposizione.
Diritto alla scuola.
Alla crescita della popolazione non ha corrisposto a Campi Bisenzio un adeguamento delle strutture scolastiche, dagli asili nido alle scuole medie superiori, come invece un equilibrato sviluppo urbanistico avrebbe dovuto prevedere: ciò ha determinato carenza di servizi e di strutture per l’infanzia, difficoltà nell’accesso al tempo pieno nelle scuole elementari, limitazioni nell’offerta formativa e nelle attività di sostegno, anche a causa del taglio dei fondi, pendolarismo e disagio per molti giovani campigiani costretti a muoversi su Firenze, Sesto o Prato per la mancanza di Istituti Medi Superiori sul proprio territorio.
“La Sinistra, l’Arcobaleno”, nell’esprimere il proprio dissenso dalla decisione della Giunta di aumentare il costo della mensa scolastica, si impegna a dare concretezza all’obbligo scolastico ed al diritto allo studio con l’obiettivo di:
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incrementare i servizi all’infanzia, progettare nuovi asili nido e scuole materne, garantire controllo e qualità nelle mense scolastiche, anche valutando il ritorno ad una gestione diretta del servizio
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garantire il tempo pieno nelle scuole elementari
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rilanciare l’offerta formativa e le attività di sostegno agli inserimenti più difficili
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richiedere alla Provincia di Firenze la realizzazione a Campi Bisenzio di un Polo Scolastico di Istruzione Media Superiore
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promuovere attività e laboratori finalizzati alla formazione permanente di giovani, adulti e terza età in stretto rapporto con il tessuto sociale e culturale, e con l’Università.
Disabili e anziani: diritto al sostegno ed alla assistenza
Nonostante gli impegni presi dalle passate amministrazioni, i problemi delle persone disabili e degli anziani sono stati spesso disattesi: la mancanza di risorse ha comportato il taglio di servizi importanti per la qualità della loro vita, come ad esempio il trasporto gratuito per recarsi ai centri di riabilitazione ed a strutture specifiche.
L’Amministrazione ha presentato in questi giorni il progetto per la nuova sede del Centro di Socializzazione per Disabili, promessa da anni, vista la inadeguatezza di quella attuale.
“La Sinistra, l’Arcobaleno” considera il pieno inserimento sociale dei cittadini disabili e degli anziani non solo un diritto irrinunciabile, ma una risorsa per tutta la nostra comunità e dunque ritiene basilare l’impegno per garantire il diritto ad una vita indipendente e la concreta possibilità di scambiare valori ed esperienze tra diverse generazioni, anche valorizzando il volontariato:
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realizzare il nuovo progetto del Centro, affinché non rimanga una promessa elettorale, con
una collocazione funzionale e centrale in Campi Bisenzio, verificare le attività e la gestione
aperta della struttura perché sia davvero un luogo di crescita e di preparazione al futuro;
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eliminare, con una verifica costante, le barriere architettoniche in tutto il territorio comunale;
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ripristinare la gratuità del servizio di trasporto per disabili e anziani;
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favorire gli inserimenti terapeutici lavorativi ed il coinvolgimento nelle attività culturali e del tempo libero nel territorio di Campi B.;
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sostenere l’esperienza della Casa Famiglia di via Falcini per persone affette da patologie psichiatriche in termini di programmi, sede più idonea e supporto alle famiglie troppo spesso lasciate sole.
Per favorire la permanenza in famiglia della persona disabile o anziana non autosufficiente (come indicato dalla legge), occorre un adeguato sostegno per l’assistenza domiciliare, in relazione al reddito familiare (vedi costo dei servizi, badanti…): il nuovo Regolamento Unico di Assistenza Sociale della Società della Salute tende invece a penalizzare le famiglie, gravando sui loro redditi, nonostante il proliferare di vari progetti, mai condivisi con i diretti interessati.
Occorre verificare, anche alla luce della ingente spesa sociale, se l’adesione di Campi B. al nuovo Regolamento ha comportato un reale miglioramento dei servizi, attivare controlli da parte degli stessi utenti sulla efficacia dei progetti e sull’affidamento di importanti servizi a realtà private (ATS), sulla destinazione dei fondi e su eventuali sprechi in relazione alle priorità, per garantire trasparenza e diritto di scegliere, restituire ai cittadini fiducia nelle istituzioni.
I cittadini immigrati
Gli immigrati sono sempre più una parte importante della società italiana e anche campigiana: affermare i diritti e i doveri di cittadinanza per tutti (lavoro, casa, diritto alla scuola ed alla assistenza sanitaria) come indicato dalla Costituzione, rappresenta il terreno basilare per garantire l’inserimento sociale, l’inclusione dei cittadini immigrati, la convivenza e la legalità all’interno della nostra comunità, il migliore antidoto contro ogni forma di razzismo e discriminazione.
Per fugare paure e diffidenze derivate dalla diversità di cultura e provenienza, è’ importante attivare la reciproca conoscenza, una forte interazione culturale, soprattutto nelle scuole, e responsabilizzare direttamente i cittadini immigrati nella vita sociale.
Proponiamo che lo sportello di informazione e accoglienza per stranieri sia gestito direttamente dal Comune, coinvolgendo cittadini migranti che già da anni vivono nel nostro territorio e che meglio di altri conoscono problemi e difficoltà che gli immigrati si trovano ad affrontare.
Più in generale “La Sinistra, l’Arcobaleno” è impegnata a conquistare il pieno diritto di voto amministrativo per i cittadini stranieri residenti e, da subito, propone di attivare una forma di loro rappresentanza e partecipazione nel Comune di Campi B. per valutare, insieme a tutta la comunità locale, azioni e progetti per sostenere l’inserimento e l’autosufficienza sociale, economica e culturale delle famiglie e dei ragazzi di prima e seconda generazione.
Diritti civili
Il Comune di Campi Bisenzio ha già istituito da tempo il Registro delle coppie di fatto: “la Sinistra, l’Arcobaleno” si impegna a tutti i livelli per giungere al riconoscimento pubblico delle unioni civili e per promuovere l’uguaglianza sostanziale delle persone lesbiche, gay e transessuali, come la possibilità per le persone trans di ottenere la correzione della attribuzione anagrafica. Questi obiettivi sono importanti per estendere i diritti e le tutele, eliminare le discriminazioni basate sull’orientamento sessuale, garantire la libertà di scelta e dare concretezza alla laicità dello stato.
BILANCIO COMUNALE, TRASPARENZA ED EFFICIENZA AMMINISTRATIVA.
Adeguare l’organizzazione del lavoro ed il fabbisogno organico del Comune, valorizzare le risorse e le professionalità presenti nell’ente, ridurre le collaborazioni e gli incarichi professionali esterni, invertire decisamente la tendenza alle privatizzazioni ed alle esternalizzazioni di importanti funzioni pubbliche, riconoscere i diritti dei lavoratori ed il valore della contrattazione sindacale rappresentano condizioni indispensabili per una nuova efficienza, trasparenza e qualità dei servizi offerti per soddisfare i bisogni sociali e i diritti di cittadinanza, che rappresentano il compito centrale dell’Amministrazione Comunale.
Questa necessità è resa ancor più urgente dalla inchiesta aperta dalla Magistratura sulla gestione degli appalti che solleva non pochi dubbi sulla trasparenza amministrativa e sul primato degli interessi pubblici all’interno del Comune di Campi.
Pur nel rispetto dei diversi ruoli, la Giunta ed il Consiglio Comunale devono svolgere un doveroso compito di indirizzo e controllo sul funzionamento della “macchina comunale”, di cui hanno in ultima istanza la responsabilità di fronte alla cittadinanza, evitando che la Dirigenza tecnico-amministrative diventi autonoma o contraddica le scelte di fondo dell’Amministrazione Comunale.
Risanare per quanto possibile il bilancio, è un compito doveroso, anche se reso molto difficile dalla gestione di questi anni, dal peso dei mutui contratti, dall’aumento dei costi del TPL e dal taglio dei contributi da parte di altri enti per il 2008.
“La Sinistra, l’Arcobaleno” ritiene comunque inaccettabile ridurre la spesa sociale, aumentare le tariffe e rastrellare soldi dai redditi dei ceti popolari, già messi a dura prova dall’attuale situazione economica (per questo non condividiamo ad esempio l’aumento della mensa scolastica a 3,50 euro deciso dalla Giunta con il Bilancio di Previsione 2008).
In alternativa proponiamo di rimettere in discussione spese, contributi ed investimenti non prioritari per i bisogni dei cittadini, di trovare nuove possibili risorse nella fascia alta dei redditi e delle proprietà e più in generale di riaprire la vertenza con il Governo per maggiori trasferimenti ai Comuni da reperire con la fiscalità generale, attingendo dai profitti e dalle rendite.
DIRITTO ALLA MOBILITA’, TRASPORTO PUBBLICO E VIABILITA’.
Per garantire il diritto alla mobilità ed al tempo stesso ridurre fortemente l’inquinamento derivante dal traffico veicolare in tutta la Piana Fiorentina, occorre cambiare l’attuale modello di mobilità (più auto e camion, più strade-autostrade!) e spostare quote significative di traffico merci e persone dal mezzo privato a quello pubblico, privilegiando il trasporto su ferro.
Sviluppare un efficiente sistema di trasporto pubblico locale – non solo in direzione di Firenze, ma anche verso le Signe e Prato – e rivedere profondamente le scelte urbanistiche operate negli ultimi decenni che hanno accresciuto il bisogno di mobilità e la congestione di tutta l’area:
1) potenziare il servizio ferroviario metropolitano con
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la realizzazione di una linea Prato-Campi B.-Signa, un collegamento, già previsto 30 anni fà, che può ridurre il traffico su gomma ed evitare il passaggio obbligato per Firenze;
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il completamento della linea ferroviaria Firenze – Osmannoro fino a Campi Bisenzio;
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la riapertura della fermata FS di San Donnino con adeguato parcheggio scambiatore;
2) riorganizzare il trasporto pubblico locale su gomma in modo complementare al servizio su ferro e prevederne il passaggio nel centro storico con mezzi non inquinanti, sviluppare e collegare una rete di piste ciclabili.
Le risorse per potenziare il servizio ferroviario ed il trasporto pubblico possono essere reperite rinunciando al sottoattraversamento dell’Alta Velocità a Firenze, un’opera inutile, costosa e dannosa.
No all’autostrada Prato-Lastra a Signa. Occorre rivedere profondamente la scelta ed il progetto della cosiddetta “bretella” Prato-Signa, in realtà una vera e propria autostrada, funzionale più al collegamento/alleggerimento tra l’A1-A11 e la SGC FI-PI-LI che non alla soluzione dei reali problemi di mobilità locale, presenti soprattutto a Signa e Lastra a Signa.
E’ inaccettabile l’impatto ambientale sul territorio di Campi B. per 6 Km, a Indicatore, nel Parco delle Miccine, in prossimità di centri abitati, come San Mauro a Signa, in zone di pregio, come gli Stagni della Piana Fiorentina ed il Parco dei Renai, sull’assetto idraulico del Bisenzio e dell’Arno.
Questa autostrada sconvolgerà irrimediabilmente l’area umida e ne modificherà i tratti essenziali, fino a diventare come l’area faunistica di Focognano, malinconico reperto di un tempo che fu, circondata da autostrade, impianti di vario tipo, industrie,ecc.
Per questa opera, approvata dalla Regione Toscana, è previsto il pagamento del pedaggio per remunerare il “project financing”, ovvero i capitali anticipati da investitori privati e banche (circa 243 milioni di euro) , che avranno tutto l’interesse ad aumentare il traffico (fino a 40.000 unità) e lo sviluppo di funzioni vicino e lungo il tracciato, una vera e propria ipoteca di cemento per l’intera zona Miccine-Sant’Angelo.
Va in direzione di questi interessi molto privati, l’idea di far sorgere in via Tosca Fiesoli la “cittadella industriale” (66.000mq) e di collegare l’autostrada alla futura area Fratini dell’Osmannoro tramite la circonvallazione sud (con buona pace della VIS sull’inceneritore!)
Come ha potuto il Comune dichiarare questa opera di pubblica utilità? Contro la mortificazione del ruolo pubblico e in alternativa al progetto di autostrada, proponiamo una strada di scorrimento Prato-Lastra a Signa con un tracciato meno invasivo senza pedaggio e soprattutto risposte diverse al bisogno di mobilità con lo sviluppo della rete ferroviaria..
Migliorare e rendere più sicura la viabilità in tutta l’area, intervenendo presso la Provincia, ed in particolare per:
- mettere in sicurezza la SR66 Firenze-Pistoia da San Donnino a Poggio a Caiano (mancanza di marciapiedi, incidenti mortali frequenti…);
- sostituire i semafori con apposite rotonde allo scopo di ridurre la velocità, il rischio di incidenti e favorire lo scorrimento del traffico (a S.Piero a Ponti, Sant’Angelo a Lecore, San Donnino, località Vingone, incrocio circonvallazione sud con San Martino, incrocio via Palagetta-via Buozzi…)
- netta opposizione ad ogni altra opera di grande viabilità.
Centro storico e mercato settimanale di Campi Bisenzio.
Pensiamo che l’esperienza di chiusura totale del centro storico non abbia funzionato: ha procurato una frattura della città, allontanando dal centro l’oltre Bisenzio, ha creato vari problemi nell’accesso ai mezzi pubblici (vedi abitanti di Santa Maria) ed ha obbligato ad allungare i percorsi per arrivare con l’auto a Campi o andare a Firenze.
Inoltre, la chiusura del centro storico, lungi dal portare di per sè ad una riqualificazione del tessuto commerciale, messo a terra dalla presenza de “I Gigli” e dei vari centri commerciali, ha perso qualunque attrattiva e persino la caratteristica di centro vissuto della città.
Occorre ripensare l’organizzazione della zona pedonale con alcuni provvedimenti:
– ripristinare il passaggio del servizio pubblico metropolitano con mezzi non inquinanti per collegare di nuovo le due parti della città e rivitalizzare il centro;
- sperimentare l’accesso dei mezzi privati in alcune fasce orarie (es. dalla tarda serata al primo mattino);
– trovare una nuova collocazione per il mercato settimanale, più adeguata e moderna in modo da riqualificare questa funzione, mortificata dalla scelta di spostarla dall’area di via Palagetta, a suo tempo appositamente costruita per una spesa di quasi 2 miliardi delle vecchie lire.
RIPUDIO DELLA GUERRA E ANTIFASCISMO, COOPERAZIONE E SOLIDARIETA’ INTERNAZIONALE.
Il diritto alla pace e il ripudio della guerra costituiscono valori fondanti delle comunità locali per costruire il proprio futuro e realizzare una buona amministrazione, in applicazione dell’art.11 della Costituzione nata dalla Resistenza Antifascista.
Gli enti locali non possono rassegnarsi alle guerre che distruggono le città e le relazioni sociali, non possono accettare la guerra preventiva ed infinita degli Usa e dei loro alleati che alimenta e non estirpa il terrorismo, come sta avvenendo ancora in Afganistan, non possono assistere impotenti allo svuotamento del ruolo delle Nazioni Unite ed alla rinuncia dell’Europa a svolgere una funzione autonoma di pace nel mondo e nel mediterraneo.
Per questo gli enti locali devono far sentire la propria voce, e, in sintonia con il sentimento pacifista del popolo italiano, elaborare propri contributi ed iniziative per la prevenzione, l’interposizione e la soluzione pacifica dei conflitti, il disarmo e la riduzione delle spese militari, la tutela dei diritti umani ovunque, il sostegno ai processi di pace a livello locale ed internazionale, la solidarietà ai popoli che lottano per affermare il diritto all’autodeterminazione, senza subire i ricatti del neo-liberismo, della Banca Mondiale e delle multinazionali.
Il Comune di Campi Bisenzio può e deve rilanciare il proprio impegno per rendere vivo ed attuale l’antifascismo e la memoria della Resistenza, per sviluppare la cooperazione internazionale decentrata e concrete iniziative di diplomazia popolare dal basso, la partecipazione a delegazioni ed osservatori di pace, esperienze di educazione alla pace ed alla convivenza nelle scuole e nel territorio, la solidarietà nei confronti di intere comunità che si oppongono a opere devastanti, come la TAV in Val di Susa, o funzionali alla guerra, come la base militare di Vicenza.
In particolare “la Sinistra, l’Arcobaleno” propone:
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il sostegno al riconoscimento per il popolo palestinese del diritto alla vita ed alla terra, contro l’occupazione israeliana ed il muro della vergogna;
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l’impegno per la causa saharawi e sulla questione curda
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la solidarietà ai popoli che subiscono le guerre e la miseria, come in Africa, e che lottano in tutto il mondo per la loro autodeterminazione
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il sostegno fattivo alla chiusura di Camp Darby ed alla sua riconversione per usi non bellici
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il rapporto privilegiato con banche non compromesse con il commercio delle armi
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il sostegno a forme di obiezione alle spese militari promosse dai cittadini e finalizzate alla cooperazione internazionale e ad una economia di pace
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l’utilizzo dei gemellaggi e dei patti di amicizia per stabilire rapporti tra popoli e comunità diverse.
CULTURA, ASSOCIAZIONISMO E SPAZI AUTOGESTITI: PARTECIPAZIONE COME EDUCAZIONE ALLA CITTADINANZA ATTIVA !
Ben 170 associazioni sono presenti nel nostro territorio: le amministrazioni che si sono succedute negli ultimi anni hanno investito su di esse non soltanto sul piano economico, ma anche per l’affidamento di servizi che un tempo erano svolti dalla Amministrazione Comunale. Salvo qualche rara eccezione, il bilancio non può dirsi positivo!
Ai cospicui contributi economici, distribuiti a pioggia, non ha sempre corrisposto un ritorno effettivo per la generalità dei cittadini. Il bisogno di casa, di scuola, di servizi alla persona, agli anziani e disabili, di sostegno ad un numero crescente di famiglie in difficoltà sociali ed economiche non hanno avuto adeguata risposta, sia per i tagli ai finanziamenti statali, sia perché le modeste risorse disponibili sono state frammentate in mille rivoli.
E’ doveroso e inderogabile un cambiamento di rotta per indirizzare le risorse economiche verso le necessità reali e condivise dalla popolazione: occorre ridefinire il ruolo e le funzioni proprie – e non delegabili – dell’ente pubblico e favorire al tempo stesso la partecipazione dei cittadini nell’analisi e nella rilevazione dei bisogni emergenti.
Si tratta quindi di valorizzare il ruolo delle associazioni, dei comitati e delle realtà di base, coinvolgendole in un progetto culturale, sociale e formativo teso a sollecitare l’impegno di tutti i cittadini nella formazione delle scelte inerenti la vita della comunità, individuare nuove forme di ascolto e di partecipazione diretta, come passaggio obbligato, anche conflittuale, prima che si decida sulle principali questioni amministrative.
Non deve più accadere che il Comune impedisca ai cittadini di esprimere il proprio parere sulla realizzazione di interventi e progetti di rilievo che hanno ricadute pesanti sull’ambiente e sulla salute dei cittadini, come è accaduto per l’inceneritore di Case Passerini.
Per questo, il regolamento comunale sulla partecipazione e la consultazione popolare deve essere modificato, anche alla luce della legge regionale n. 69 del 27.12.07 ”Norme sulla partecipazione alla elaborazione delle politiche regionali e locali”, in base alla quale richiediamo l’apertura di un processo partecipativo sulle scelte riguardanti la gestione rifiuti, considerato che il Progetto Esecutivo dell’impianto non è stato ancora predisposto.
Anche il Bilancio di Previsione ed i principali atti amministrativi del Comune (come il Piano Strutturale, le varianti urbanistiche…) devono essere oggetto del processo di partecipazione dal basso, prima della formazione delle scelte da parte della Giunta.
Le politiche giovanili.
I giovani sono una risorsa sulla quale occorre investire e non possiamo permetterci che crescano all’ombra dei centri commerciali o sulla strada. Occorre investire in spazi, strumenti e attività culturali, non solo sul restauro e la riapertura del Teatro Dante, che tra l’altro ha messo definitivamente in ginocchio il bilancio del Comune.
Il Teatro Dante rischia di rappresentare la bella facciata che copre un vuoto di proposte culturali, educative ed anche sportive, da rivolgere alla popolazione ed in particolare ai giovani, che le pur numerose e diverse associazioni culturali non riescono a coprire.
I giovani soffrono di mancanza di spazi a loro dedicati e, nella città che dovrebbe essere anche la loro, per loro non c’è posto.
Si prevede di collocare la futura scuola media superiore ai margini della città, si è rinunciato del tutto a progettare gli spazi urbani a misura dei nuovi bisogni che non siano quelli legati ai modelli di consumismo e di mercato, la città si estende sempre più nel territorio senza che si intraveda un progetto che includa anche i bisogni dei giovani, tra cui il diritto a praticare sport in modo gratuito e non competitivo. Lo sviluppo a qualsiasi costo sta mettendo in crisi, speriamo non definitivamente, l’idea di un progetto di città nella quale prevalga il senso della comunità ed una risposta collettiva ai problemi ed alle necessità sociali.
Mancano gli spazi autogestiti dai giovani ed il Cantiere Sociale “Camilo Cienfuegos“, nato sulle ceneri del “Forum dei giovani” chiuso per decisione delle passate Giunte, con ogni probabilità dovrà trovare un’altra collocazione a causa della dismissione definitiva del cantiere comunale.
Un impegno irrinunciabile per “la Sinistra, l’Arcobaleno” sarà quello di garantire un adeguato spazio a questa esperienza autogestita di giovani, impegnati nella realtà locale, nel movimento contro la guerra, per i diritti e la tutela del territorio, nella lotta contro la precarietà e l’emarginazione sociale, nella solidarietà con i cittadini immigrati.
Sandro Targetti
“La Sinistra, l’Arcobaleno”
Campi Bisenzio 14 marzo 2008
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