E’ già passato un anno dal referendum popolare sulla costruzione dell’inceneritore nella piana e Campi B., nonostante i buoni propositi, è tra i comuni con le percentuali di raccolta differenziata piu basse di tutta la provincia.

 

Mai come in questi mesi l’informazione parla di rifiuti, della necessità di ridurre e differenziare, dei sistemi di raccolta porta a porta.

Non si riesce a capire perché alcuni Comuni stanno praticando su questo terreno esperienze positive con buoni risultati, mentre a Campi, nonostante la consultazione del dicembre 2007 che ha bocciato l’incenerimento dei rifiuti, e indicato soluzioni alternative, nonostante che alle ultime elezioni comunali, ben 5 candidati a sindaco si sono presentati agli elettori con un  secco NO! all’inceneritore, la raccolta differenziata non decolla!

Il Sindaco e la Giunta forse pensano che, nonostante tutto, non ci siano alternative, che l’inceneritore debba essere costruito lo stesso e menano il can per l’aia aspettando il risultato della Commissione di Tecnici Comune-Comitati, incaricata di verificare la gestione rifiuti e le diverse soluzioni impiantistiche adottate in altri Paesi e Comuni d’Italia. Fino a quando il sistema di raccolta si baserà sul cassonetto, la situazione non cambierà e la percentuale di RD non supererà il 40%!

Ormai sono nove anni che si parla di inceneritore: se in questo tempo fosse stata praticata una politica di riduzione e  differenziazione spinta dei rifiuti, di sicuro questa necessità impiantistica non ci sarebbe stata! Ma siamo ancora in tempo a cambiare, basta averne la volontà!

In Campania siamo arrivati alla emergenza rifiuti perché gli amministratori non hanno mai attuato una diversa gestione basata su prevenzione, riduzione, differenziazione e trattamento a freddo della parte residua, l’unica in grado di prevenire qualsiasi emergenza.

Ci sono impianti di trattamento meccanico biologico mandati in malora, usati solo come siti di stoccaggio per fare le cosiddette “ecoballe”, in attesa di essere bruciate negli inceneritori che verranno costruiti.

Attualmente i rifiuti vengono mandati in Germania, in un paese vicino a Lipsia, dove vengono trattati – indovinate come? -  con il trattamento meccanico biologico (la stessa tipologia di impianto non utilizzata in Campania!), recuperando materiali da mandare al riciclaggio e prendendo soldi dalla Regione Campania per lo smaltimento dei rifiuti.

Oltre al danno la beffa per i poveri cittadini della Campania, che, dopo essere stati invasi dai rifiuti tossici di tutte le Regioni d’Italia, rifiuti gestiti dalla Camorra, per smaltire i propri devono pagare fior di soldi per inviarli in Germania!

Nella “civile” Toscana, la situazione è sicuramente diversa, ma l’emergenza della Campania viene usata strumentalmente per riproporre (o meglio imporre!) il vecchio modello inceneritori-discariche, intorno al quale girano forti interessi, e sottrarsi così alla necessità di cambiare, di non sprecare risorse, di tutelare l’ambiente e la salute delle popolazioni.

A Campi Bisenzio,come d’altronde in tutti i paesi, il sistema porta a porta va esteso in tutto il territorio comunale per raggiungere l’obiettivo del 65% di raccolta differenziata al 2012, indicato dalla Regione.

Questa è la risposta che da anni proponiamo ma chissà perché non veniamo ascoltati.