A Campi Bisenzio il Piano Strutturale approvato nel 2004 (giunta Chini) ed il Regolamento Urbanistico del 2005 (giunta Alunni) hanno alimentato – in questi anni – forti appetiti sul territorio campigiano, una vicenda su cui è intervenuta anche la Magistratura.
Oggi, con la variante approvata dalla maggioranza in Consiglio Comunale e con la netta opposizione della sinistra, il Regolamento Urbanistico si limita a “riallineare” il RUC alle previsioni del Piano Strutturale per riprendere il “cammino dello sviluppo” come annunciato dal Sindaco.
Sono rimaste inalterate le scelte di fondo della politica urbanistica di questa e delle precedenti amministrazioni (Chini e Alunni) i cui risultati sono evidenti a tutti: occorre invece una svolta decisa che rimetta in discussione l’impostazione del Piano Strutturale che prevede un ulteriore consumo di suolo, nonostante che Campi Bisenzio registri il più alto indice di edificazione di tutta l’area fiorentina.
È necessario rispondere al problema sociale della casa rilanciando l’intervento pubblico (PEEP) e non affidandosi unicamente allo strumento dell’urbanistica “contrattata” con il privato, adeguare i servizi sociali, scuole e luoghi di aggregazione (da considerare a tutti gli effetti negli standard urbanistici), fermare il consumo di territorio con piani di recupero dell’esistente, salvaguardare e collegare le zone naturali ancora presenti, promuovere una diversa mobilità , distribuire le diverse funzioni in maniera equilibrata sul territorio assumendo il concetto di limite e ripensando il termine stesso di sviluppo, per non continuare in una crescita irrazionale e dannosa per la stessa qualità della vita.
I cittadini chiedono servizi adeguati e accessibili e non interventi di grande impatto come la nuova pista dell’aeroporto, l’inceneritore, il centro commerciale nell’area Osmannoro 2000, la nuova “autostrada” Lastra a Signa – Prato, l’ipotesi di nuovo stadio, che comportano nuovo traffico, inquinamento e congestione: la Piana è già satura! Necessita invece di urgenti azioni di riequilibrio con scelte coordinate a livello urbanistico, sociale e ambientale fra i soggetti istituzionali dell’area fiorentina.
Il voto contrario della sinistra campigiana al nuovo RUC esprime la necessità di un reale cambiamento del Piano Strutturale, un atto di responsabilità verso i bisogni sociali della Comunità, per opporsi agli appetiti della speculazione e restituire al pubblico, ai cittadini la gestione e il controllo del territorio.

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