Cordoglio per tutte le vittime dell’attentato di Kabul. Di nuovo siamo costretti a piangere militari italiani e civili afgani uccisi nel centro di Kabul. Di nuovo la brutalità di una guerra viene alla luce drammaticamente con il suo carico di lutti e feriti. Mentre ci uniamo al cordoglio verso le famiglie delle vittime, non possiamo accettare che anche questo eccidio sia di nuovo usato, come è avvenuto per i precedenti, per alimentare la guerra in Afganistan.

La missione militare della Nato è da tempo in un vicolo cieco. Nonostante il palcoscenico mediatico di elezioni celebrate in un paese in guerra e sotto occupazione – con brogli che secondo l’Onu hanno riguardato oltre un quarto dei voti espressi – le posizioni fondamentaliste si rafforzano ogni giorno. La violenza ed i bombardamenti armano altra violenza e l’occupazione straniera si è trasformata nella più grande fonte di odio.

Proseguire su questa strada, come propone il ministro La Russa, significa invischiare ancor più il nostro Paese in una guerra senza sbocco e mettere nel conto altre vittime italiane. Il fallimento delle occupazioni britanniche e sovietiche ha già dimostrato che non è con le armi che si riscatta il popolo afgano dal fondamentalismo e lo si libera dall’oppressione talebana.

Il ritiro immediato delle truppe italiane e Nato è la precondizione sulla quale costruire una riconciliazione e pacificazione di quel Paese.

L’indizione di una Conferenza internazionale di Pace è oggi impedita dalla politica suicida del Pentagono che, destabilizzando l’intera area, ha alimentato una spirale di guerra permanente, rafforzando le posizioni più estremiste! L’amministrazione Obama, se vuole davvero dare il segno del cambiamento dall’era Bush, anche in politica estera, sgomberi l’Afganistan dalle sue truppe. L’Italia ordini l’immediato rientro a casa dei nostri soldati. Tutta l’opposizione a Berlusconi a partire dal PD assuma questa chiara parola d’ordine, senza delegarla alla demagogia di Bossi.

Basta sangue per la guerra della Nato! La missione militare occidentale è fallita! All’occupazione si sostituisca la diplomazia. Via le truppe, si alla conferenza di pace! I comuni e gli enti locali facciano sentire forte la loro voce!

 

La tragedia di Viareggio scuote la coscienza di tutti noi e pone a tutte le istituzioni, a partire dal Governo e dalle Ferrovie dello Stato, l’urgenza e la responsabilità di un profondo cambiamento nella politica dei trasporti e della mobilità, nella scelta delle priorità e nell’utilizzo delle risorse pubbliche, oltrechè accertare tutte le responsabilità e risarcire tutte le vittime.

Diversamente il dolore per le vittime sarà stato solo ipocrisia e falsa coscienza, parole di circostanza per una storia da dimenticare presto: la strage di Viareggio non è stata fatalità, ma conseguenza di una politica che da più di venti anni deregolamenta, liberalizza l’attività ferroviaria e destina le principali risorse all’Alta Velocità ferroviaria ed alle Grandi Opere, con un colossale trasferimento di denaro pubblico dallo Stato alle grandi imprese del cemento..

Forte riduzione degli addetti, agente solo alla guida dei treni, stazioni sempre più abbandonate a se stesse, attacco ai diritti del lavoro, taglio drastico dei controlli e della manutenzione hanno gravemente compromesso i livelli di sicurezza delle ferrovie e del trasporto pubblico, a danno dei cittadini utenti e dei ferrovieri.  Piacenza, Crevalcore e adesso Viareggio sono solo i disastri più recenti.

Troppo spesso Governi, Regioni ed Enti Locali sono accomunati in modo trasversale fra destra e centrosinistra da politiche di privatizzazioni e di sostegno a grandi opere costose, inutili e dannose per il territorio e per le popolazioni (Piemonte, Toscana, Sicilia…).  Soprattutto dopo la tragedia di Viareggio, la Giunta Regionale, la Provincia ed il Comune di Firenze devono ripensare il sottoattraversamento Alta Velocità di Firenze, un’opera che non costerà meno di 3 miliardi di euro!!  Le alternative  ci sono: è ancora possibile cambiare ed i Comuni dell’area metropolitana devono far sentire la loro voce, Campi Bisenzio compreso, per dirottare le risorse sulle priorità del trasporto pubblico, della manutenzione e della sicurezza ferroviaria.

Per questo è necessario ed urgente che le realtà sociali, sindacali e politiche, i movimenti di base, i ferrovieri, i pendolari, le comunità locali si uniscano per rilanciare e coordinare a tutti i livelli l’iniziativa  nei confronti di tutte le controparti:

- per accertare tutte le responsabilità e risarcire tutte le vittime

- contro le Grandi Opere e contro l’Alta Velocità, per fermare il TAV in ValdiSusa, il Ponte di Messina, il sottopasso AV di Firenze…(solo per fare alcuni esempi!)  

- per dirottare le risorse sulla sicurezza, la manutenzione e la qualità di tutta la rete ferroviaria,  con particolare attenzione al trasporto sociale e pendolari, allo sviluppo del traffico merci

- per la riassunzione immediata del macchinista RLS Dante De Angelis, licenziato per la seconda volta dalle Ferrovie dello Stato per aver svolto con coerenza e dignità il ruolo di Rappresentante dei Lavoratori alla Sicurezza.

 

 

                                                                      Sandro Targetti

                                                    Consigliere “la Sinistra, l’Arcobaleno”

 

Risposta alle interrogazioni su San Donnino, presentate verso la fine di marzo 09 alla Giunta Comunale di Campi Bisenzio

 

 

1)      Interrogazione sul trasporto pubblico a SanDonnino (risposta dell’Assessore Falsetti nel Consiglio Comunale del 30 aprile 09):

 

-            la sostituzione dei bus 30 e 35 da 18 metri è stata richiesta dal Comune di Campi B. già da tempo, ma questi saranno gradualmente sostituiti da bus nuovi di 12 metri con minore impatto (dimensioni, emissioni, rumore, vibrazioni…) a partire dal prossimo ottobre 2009;

-            la frequentazione del bus 303 è aumentata  da quando è modificato l’itinerario che raggiunge la fermata ferroviaria di SanDonnino (modifica avvenuta verso la dine di aprile scorso), mentre non è ancora previsto per problemi di costi di arrivare fino alla fermata FS delle Piagge;

-            per quanto riguarda i biglietti di viaggio, è allo studio, in vista della prossima gara per la gestione del Trasporto Pubblico Locale (TPL) 2010-2015 a cura della Provincia, una modifica del biglietto unico Pegaso (accesso a tutti i mezzi di trasporto, bus Ataf, pullman, treno) sia per l’entità del costo (alta), sia perché è vincolato ai mezzi di trasporto scelti e dunque poco flessibile rispetto a possibili modifiche delle necessità del cittadino-utente. Nessuna risposta sulla possibilità di utilizzare il biglietto ATAF per salire anche sul treno da SanDonnino e/o Le Piagge, e impegno a insistere presso il Trasporto Regionale di Trenitalia-FS per l’utilizzo del  biglietto FS da 10 Km per le tratte SanDonnino-FirenzeRifredi e SanDonnino-Firenze Porta a Prato, che sono di 9 Km, mentre la tratta SanDonnino-FirenzeSMN è di 12 Km e dunque necessita di un biglietto da 20 Km.

 

Ho preso atto delle risposte e degli impegni presi dall’Assessore, nonché di alcune cose che sono già cambiate, come l’arrivo del 303 alla stazione di SanDonnino, e mi sono dichiarato parzialmente soddisfatto, con l’impegno a verificare e proseguire l’iniziativa sui problemi ancora non risolti.

 

 

 

2)      Interrogazione sulle condizioni di via Trento-strada vicinale a SanDonnino (risposta orale del Sindaco Chini nel Consiglio Comunale del 18 maggio 09):

 

-            impegno del Sindaco a intervenire quanto prima per riattivare i tombini ostruiti (causa delle grandi pozze quando piove) e tappare le buche presenti sul manto stradale, mentre – secondo il Sindaco – non è possibile utilizzare la spazzatrice per la pulizia della strada mancando i marciapiedi (sic!);

-            non è possibile attivare il senso unico nella strada per mancanza di una alternativa di percorso migliore di via Trento-strada vicinale, in particolare per i mezzi pesanti che lavorano alle cave e che sono autorizzati al passaggio, in deroga al limite delle 5 tonnellate (vedi cartello). Il Sindaco ha inoltre dichiarato che non esistono al momento progetti per una diversa viabilità;

-            nessun impegno particolare per controllare / limitare la velocità sulla strada ed anche per verificare che passino solo i mezzi pesanti autorizzati (visto il notevole traffico in alcune fasce orarie!).

 

Ho dichiarato la mia insoddisfazione per la mancanza e la insufficienza degli impegni presi (in particolare sul senso unico e su una diversa viabilità) ed ho di nuovo sollecitato il Comune a verificare la fattibilità di un diverso percorso, e soprattutto a prendere iniziative adeguate per limitare/controllare la velocità con gli strumenti più idonei, verificare che il passaggio dei mezzi superiori alle 5 tonnellate sia solo di quelli autorizzati (e non generalizzato), trovare un sistema per spazzare periodicamente la strada (possibile anche senza marciapiede!), tutte iniziative con costi limitati. Inoltre ho richiesto di prevedere il rifacimento della strada con realizzazione dei marciapiedi per evidenti motivi di sicurezza dei pedoni e degli abitanti della strada. Bisogna verificare che i due impegni presi siano realizzati davvero nei prossimi giorni e continuare a insistere sugli altri problemi ancora aperti.

 

 

Campi Bisenzio 20 maggio 09                          Sandro Targetti

                                                             Consigliere Comunale “la Sinistra, l’Arcobaleno”

COMUNE DI CAMPI BISENZIO

Gruppo “la Sinistra, l’Arcobaleno”

 

 

-          Al Presidente Alessandro Tesi

 

 

Oggetto: proposta di Ordine del giorno di accompagnamento alla delibera sulle alienazioni

 

 

 

In merito alla delibera riguardante l’alienazione del Cantiere Comunale, ove attualmente ha sede il Cantiere Sociale “Camillo Cienfuegos”

 

considerata la necessità di salvaguardare l’attività del Cantiere Sociale “Camillo Cienfuegos” che rappresenta un importante luogo di aggregazione ed iniziativa giovanile a Campi Bisenzio

 

IL CONSIGLIO COMUNALE DI CAMPI BISENZIO

 

impegna il Sindaco a individuare, nell’ambito del territorio comunale e in accordo con l’associazione stessa, una struttura adeguata allo svolgimento delle attività sociali, culturali e musicali, portate avanti dal Cantiere Sociale “Camillo Cienfuegos”, prima di procedere alla vendita del Cantiere Comunale.

 

                                                                                 Sandro Targetti

                                                                      “la Sinistra, l’Arcobaleno”

 

 

 

Campi Bisenzio 26 marzo 2009

                                                                               

   In merito agli articoli apparsi in questi giorni sulla stampa locale circa la proposta di realizzare il nuovo stadio per Firenze in area Osmannoro, avanzata dal Sindaco di Sesto Fiorentino e accolta con favore dal Sindaco di Campi Bisenzio, il sottoscritto consigliere comunale rivolge al Sindaco un quesito con risposta immediata per sapere:

-          se la notizia corrisponde al vero e, in questo caso, quali sono i motivi del Suo interesse nei confronti della suddetta proposta, considerato che nei mesi scorsi aveva espresso forti perplessità sull’utilizzo dell’area Fratini per nuove funzioni;

-          quali conseguenze potrebbe avere la realizzazione del nuovo stadio per Firenze in area Osmannoro rispetto alle opere programmate e/o ipotizzate nella Piana Fiorentina (inceneritore di Case Passerini, nuova pista aeroportuale, piano di Castello, Bretella autostradale Prato-Signa, insediamenti produttivi…), considerati i limiti di un territorio già saturo di funzioni ed inquinamenti, come del resto indicato dalla VIS di alcuni anni fa;

-          con quali strumenti urbanistici sarà valutata la suddetta proposta che riguarda non un singolo comune, ma tutta l’area fiorentina e quale ruolo intende svolgere l’Amministrazione Comunale di Campi Bisenzio per la gestione ed il futuro del territorio.

 

 

                                                                            Sandro Targetti

                                                                    “la Sinistra, l’Arcobaleno”

 

 

 

Campi Bisenzio 9 marzo 09  

 

E’ già passato un anno dal referendum popolare sulla costruzione dell’inceneritore nella piana e Campi B., nonostante i buoni propositi, è tra i comuni con le percentuali di raccolta differenziata piu basse di tutta la provincia.

 

Mai come in questi mesi l’informazione parla di rifiuti, della necessità di ridurre e differenziare, dei sistemi di raccolta porta a porta.

Non si riesce a capire perché alcuni Comuni stanno praticando su questo terreno esperienze positive con buoni risultati, mentre a Campi, nonostante la consultazione del dicembre 2007 che ha bocciato l’incenerimento dei rifiuti, e indicato soluzioni alternative, nonostante che alle ultime elezioni comunali, ben 5 candidati a sindaco si sono presentati agli elettori con un  secco NO! all’inceneritore, la raccolta differenziata non decolla!

Il Sindaco e la Giunta forse pensano che, nonostante tutto, non ci siano alternative, che l’inceneritore debba essere costruito lo stesso e menano il can per l’aia aspettando il risultato della Commissione di Tecnici Comune-Comitati, incaricata di verificare la gestione rifiuti e le diverse soluzioni impiantistiche adottate in altri Paesi e Comuni d’Italia. Fino a quando il sistema di raccolta si baserà sul cassonetto, la situazione non cambierà e la percentuale di RD non supererà il 40%!

Ormai sono nove anni che si parla di inceneritore: se in questo tempo fosse stata praticata una politica di riduzione e  differenziazione spinta dei rifiuti, di sicuro questa necessità impiantistica non ci sarebbe stata! Ma siamo ancora in tempo a cambiare, basta averne la volontà!

In Campania siamo arrivati alla emergenza rifiuti perché gli amministratori non hanno mai attuato una diversa gestione basata su prevenzione, riduzione, differenziazione e trattamento a freddo della parte residua, l’unica in grado di prevenire qualsiasi emergenza.

Ci sono impianti di trattamento meccanico biologico mandati in malora, usati solo come siti di stoccaggio per fare le cosiddette “ecoballe”, in attesa di essere bruciate negli inceneritori che verranno costruiti.

Attualmente i rifiuti vengono mandati in Germania, in un paese vicino a Lipsia, dove vengono trattati – indovinate come? -  con il trattamento meccanico biologico (la stessa tipologia di impianto non utilizzata in Campania!), recuperando materiali da mandare al riciclaggio e prendendo soldi dalla Regione Campania per lo smaltimento dei rifiuti.

Oltre al danno la beffa per i poveri cittadini della Campania, che, dopo essere stati invasi dai rifiuti tossici di tutte le Regioni d’Italia, rifiuti gestiti dalla Camorra, per smaltire i propri devono pagare fior di soldi per inviarli in Germania!

Nella “civile” Toscana, la situazione è sicuramente diversa, ma l’emergenza della Campania viene usata strumentalmente per riproporre (o meglio imporre!) il vecchio modello inceneritori-discariche, intorno al quale girano forti interessi, e sottrarsi così alla necessità di cambiare, di non sprecare risorse, di tutelare l’ambiente e la salute delle popolazioni.

A Campi Bisenzio,come d’altronde in tutti i paesi, il sistema porta a porta va esteso in tutto il territorio comunale per raggiungere l’obiettivo del 65% di raccolta differenziata al 2012, indicato dalla Regione.

Questa è la risposta che da anni proponiamo ma chissà perché non veniamo ascoltati.

 

 

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ENTRO IL 16/12/2008

 

L’INIZIATIVA E’PROMOSSA IN COLLABORAZIONE CON IL CANTIERE SOCIALE CAMILO CIENFUEGOS E ALCUNI LAVORATORI E DELEGATI SINDACALI DELLA GKN

 

 

A Campi Bisenzio il Piano Strutturale approvato nel 2004 (giunta Chini) ed il Regolamento Urbanistico del 2005 (giunta Alunni) hanno alimentato – in questi anni – forti appetiti sul territorio campigiano, una vicenda su cui è intervenuta anche la Magistratura.

 

Oggi, con la variante approvata dalla maggioranza in Consiglio Comunale e con la netta opposizione della sinistra, il Regolamento Urbanistico si limita a “riallineare” il RUC alle previsioni del Piano Strutturale per riprendere il “cammino dello sviluppo” come annunciato dal Sindaco.

 

Sono rimaste inalterate le scelte di fondo della politica urbanistica di questa e delle precedenti amministrazioni (Chini e Alunni) i cui risultati sono evidenti a tutti: occorre invece una svolta decisa che rimetta in discussione l’impostazione del Piano Strutturale che prevede un ulteriore consumo di suolo, nonostante che Campi Bisenzio registri il più alto indice di edificazione di tutta l’area fiorentina.

 

È necessario rispondere al problema sociale della casa rilanciando l’intervento pubblico (PEEP) e non affidandosi unicamente allo strumento dell’urbanistica “contrattata” con il privato, adeguare i servizi sociali, scuole e luoghi di aggregazione (da considerare a tutti gli effetti negli standard urbanistici), fermare il consumo di territorio con piani di recupero dell’esistente, salvaguardare e collegare le zone naturali ancora presenti, promuovere una diversa mobilità , distribuire le diverse funzioni in maniera equilibrata sul territorio assumendo il concetto di limite e ripensando il termine stesso di sviluppo, per non continuare in una crescita irrazionale e dannosa per la stessa qualità della vita.

 

I cittadini chiedono servizi adeguati e accessibili e non interventi di grande impatto come la nuova pista dell’aeroporto, l’inceneritore, il centro commerciale nell’area Osmannoro 2000, la nuova “autostrada” Lastra a Signa – Prato, l’ipotesi di nuovo stadio, che comportano nuovo traffico, inquinamento e congestione: la Piana è già satura! Necessita invece di urgenti azioni di riequilibrio con scelte coordinate a livello urbanistico, sociale e ambientale fra i soggetti istituzionali dell’area fiorentina.

 

Il voto contrario della sinistra campigiana al nuovo RUC esprime la necessità di un reale cambiamento del Piano Strutturale, un atto di responsabilità verso i bisogni sociali della Comunità, per opporsi agli appetiti della speculazione e restituire al pubblico, ai cittadini la gestione e il controllo del territorio.

 

 

Il gruppo consiliare “la Sinistra, l’Arcobaleno”, il Partito della Rifondazione Comunista, il Partito dei Comunisti Italiani di Campi Bisenzio esprimono una ferma e netta opposizione alla realizzazione di un Centro di Permanenza Temporanea (o Centro di identificazione ed espulsione) sia a Campi che altrove, in quanto trattasi di una struttura incostituzionale, simile e per certi aspetti peggiore di un carcere, che trasforma la mancanza di permesso di soggiorno e la irregolarità amministrativa in un reato.

Occorre contrastare la logica securitaria e d’ordine perseguita dal governo delle destre con il “pacchetto sicurezza” che alimenta paure e intolleranze nei confronti dei cittadini migranti e di quanti vivono in stato di povertà, e rilanciare l’impegno per l’inclusione sociale, i diritti di cittadinanza per tutti, nativi e migranti, per la fuoriuscita dalla clandestinità, dal lavoro e dagli affitti a nero, alimentati dalla legge Bossi-Fini.

A questa motivazione centrale si aggiunge il fatto che l’area hangar ex dirigibili di Sant’Angelo a Lecore (Campi B.), individuata dal Ministero della Difesa per la realizzazione del CPT, senza alcuna consultazione degli enti locali, non ha destinazione urbanistica, necessita di recupero-bonifica ed il Comune prevede di destinarla a ben altre finalità (ad esempio una riserva naturale).

“La Sinistra, l’Arcobaleno” di Campi B., il PRC, il PdCI chiedono al Comune di Campi Bisenzio, ai Comuni, alla Provincia ed alla Regione Toscana di tenere con fermezza una  decisa posizione contraria, come già espresso pubblicamente dal Sindaco Chini, usando tutti gli strumenti a propria disposizione, a partire da un chiaro pronunciamento delle Assemblee Elettive, anche per difendere il diritto delle comunità locali alla gestione ed all’utilizzo del territorio  e si impegnano a promuovere il più ampio movimento insieme alle associazioni ed alle realtà di base per impedire la realizzazione del CPT né a Sant’Angelo a Lecore, né altrove. 

 

                                                   

               Sandro Targetti,  consigliere “la Sinistra, l’Arcobaleno” di Campi Bisenzio

               Antonio Andreotti, PRC Campi Bisenzio

               Maria Pintucchi, PdCI Campi Bisenzio

 

“Senza la gente non si decide niente”

Questo era lo slogan di chi, nella sala del consiglio comunale di Campi , esprimeva contrarietà all’ordine del giorno presentato dalla Giunta e dal Sindaco esprimendo un segnale forte di richiesta di democrazia dal basso e l’ indignazione per il voltafaccia  dell’amministrazione sulla questione dell’inceneritore.

Con due ordini del giorno votati pochi mesi prima  il consiglio Comunale , la Giunta e il Sindaco  dicevano in nome della“Dignità di Campi” “No alla costruzione del  termovalorizzatore nella Piana Fiorentina”  facendosi promotore di iniziative come l’invio al presidente della provincia Matteo Renzi di centinaia di cartoline.

Un movimento che ha coinvolto migliaia di persone con manifestazioni , raccolta di firme assemblee, dibattiti si è sentito tradito.

La frattura tra l’amministrazione e i cittadini ha visto come epilogo di una “giornata nera per la democrazia” la denuncia all’autorità giudiziaria di alcune persone presenti al consiglio comunale cercando cosi’ di spostare la contestazione dal piano politico a quello giudiziario.

Il partito della Rifondazione Comunista esprime piena solidarietà a chi ha subito in nome della difesa dell’ambiente e della salute dei cittadini una condanna ingiusta (anche se si limita a una multa ) e auspica che questa sia l’ultima volta che una questione politica e sociale di questa portata finisca davanti a un magistrato.

 

Mi presento

Sono nato a Firenze il 19 settembre 1948, da famiglia di origini contadine. Nel ’64, con l’iscrizione alla FGCI e poi al PCI, è iniziato il mio impegno politico e sociale, un impegno ininterrotto, anche se mai di “professione”: ho vissuto in prima persona la stagione del ‘68, nel ‘70 ho aderito alla nuova sinistra, Avanguardia Operaia e Democrazia Proletaria, fino alla formazione nel ‘91 del Partito della Rifondazione Comunista, di cui sono attualmente capogruppo in Provincia di Firenze. Antifascista per solide tradizioni familiari, obiettore fiscale alle spese militari, mi sono impegnato in particolare nei movimenti di opposizione alla guerra, nella solidarietà e cooperazione internazionale, sui problemi del lavoro, sui diritti sociali e dei migranti, sulle questioni ambientali, l’uso del territorio, i trasporti, contro la TAV, ho partecipato a Genova 2001 ed ai Social Forum. Nel ’94 sono stato tra i fondatori della Associazione “Casa dei Diritti Sociali”. Ferroviere, capotreno in pensione dal sett.2006, laureato in scienze sociali, ho svolto per 24 anni, dal 1976 al 2000, l’attività di delegato sindacale di base nel personale viaggiante di Firenze SMN, iscritto alla CGIL per 32 anni. Consigliere comunale PRC a Firenze dal ‘95 al ‘99, ho presieduto la Commissione Pace, dal 99 consigliere in Provincia, nel 2004 mi sono candidato a Presidente in alternativa a Matteo Renzi. Con il gruppo PRC mi sono opposto fermamente agli inceneritori, proponendo una gestione rifiuti alternativa al Piano Provinciale, ho partecipato al movimento ed alle manifestazioni dei comitati. Vivo a Castello, Firenze, sono sposato con un figlio di 23 anni, mi piace muovermi e viaggiare in bicicletta.

Candidati al Consiglio Comunale di Campi

Tommaso Tofani
Franca Frati
Antonio Andreotti
Davide Baldini
Marco Biagiotti
Esmeralda Camilleri
Ivano Catarzi
Marisa Del Lama
Emanuela Eboli
Rossella Faggi
Giulia Granieri
Mario Lavanco
Claudio Magni
Enrico Malentacca
Claudio Manetti
Rita Manetti
Barbara Manuelli
Eleonora Mappa
Rita Masi
Andrea Mecocci
Marta Mecocci
Emiliano Marozzi
Katia Passini
Gina Pellegrini
Maria Pintucchi
Gabriela Sole
Tommaso Torello
Sergio Tirinnanzi
Fabrizio Vettori